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Bruciare Grassi: Lo Sapevate Che Ci Sono Alimenti Curativi?

Prima che tutto venisse fatto in modo scentifico, in nonni dei nostri nonni secoli fa avevano scoperto che la natura e’ la migliore alleata del nostro organismo. Moltissimi alimenti naturali permettono alle persone di curarsi e di difendere il proprio corpo. In questo contesto è bene ricordarsi come Ortodonzia Roma, trova il tuo ortodontista, dentista di massima qualità sia una priorità da non sottovalutare assolutamente. Ecco alcuni esempi pratici.

Il POMODORO e’ un potente antiossidante importantissimo per l’apparato cardiocircolatorio, e protegge anche dall’ aterosclerosi, impedendo al colesterolo di trasformarsi in grasso dannoso che occlude le arterie ( che coincidenza, avete mai notato la somiglianza tra il Pomodoro e il Cuore ? ) Povero di calorie ma ricco di minerali, oligominerali( potassio, zinco, fosforo, calcio, selenio) di vitamine ( specialmente la C, la A sotto forma di betacarotene, e anche quelle del gruppo B ) aiuta a ridurre l’ eccesso di proteine, ed e’ un ottimo alimento per chi vuole dimagrire e bruciare grassi in eccesso .

L’ ALBICOCCA e’ un frutto tra i piu’ ricchi di betacarotene ( solo il mango ne contiene di più ) sostanza che permette ai nostri occhi di vedere perfettamente di giorno, ma soprattutto al calar della sera e in penombra. Con un etto di albicocche al giorno, verrebbe soddisfatto il fabbisogno quotidiano di vitamina A dell’organismo . E d’inverno, si possono consumare le albicocche essicate, poiché la vitamina contenuta, rimane in grande quantità.

Il betacarotene e’ presente in misura elevata anche nelle CAROTE ,e la vitamina A in esse contenuta e’ un ottimo antiossidante perché protegge la pelle e le mucose, rinforzando il sistema immunitario. Come tutte le verdure di color giallo arancio, contiene Luteina, un validissimo aiuto nella protezione degli occhi, ed entrando a far parte della retina, protegge dalla maculopatia, una malattia degenerativa che provoca danni alla retina stessa, ed é oggi causa di perdita della vista anche sotto i 50 anni. Bastano 2 carote al giorno, per avere la quantita’ necessaria di betacarotene al fine di raggiungere i valori ottimali di vitamina A ; mangiarle crude permette di sfruttare al meglio tutte le loro proprieta’, ma si possono consumare anche cotte perche’ il betacarotene e’ molto resistente al calore. Preparare un mix a base di carote, peperoni e pomodori, permette di potenziare le proprieta’ di ogni singolo alimento.

Dal fico alle barbabietole rosse

Il FICO nell’Antica Grecia, veniva prescritto a chi aveva problemi di sterilita’ ( la somiglianza con l’organo sessuale maschile e’ quasi imbarazzante..). E infatti il contenuto é ricchissimo di aminoacidi, che aiutano e stimolano l’attivita’ sessuale del maschio . Sono una fonte importante e naturale di energie, e un valido aiuto per il cuore grazie ai Polifenoli, antiossidanti naturali in grado di combattere le malattie cardiovascolari e i tumori. Infine, sono ricchi di Ferro e quindi viene consigliato il consumo alle persone anemiche . Da evitare invece per chi é malato di diabete e per le persone in forte sovrappeso ( assolutamente proibito in caso di dieta o se si vogliono bruciare grassi ).

I GERMOGLI, DI SOIA O FRUMENTO, sono una vera e propria miniera di principi nutritivi,e hanno un elevato contenuto di vitamine tra le quali spicca la vitamina B12, importantisisma per il buon funzionamento del nostro sistema nervoso, di enzimi , di aminoacidi e di oligoelementi, facendone un alimento molto completo e di facile digestione. Il germoglio,per mantenere intatte tutte le sue proprietà, deve essere mangiato crudo.

Le BARBABIETOLE ROSSE apportano una quantita’ incredibile di energie al nostro sangue; per utilizzarle nel migliore dei modi, si puo’ fare un centrifugato, cosi’ da sfruttare appieno il magnesio e gli antiossidanti in essa contenuti. La barbabietola in genere è ricca di sali minerali, depurativa, antisettica, ricostituente, ed aiuta la digestione perche’ stimola la secrezione di succhi gastrici. E’ molto digeribile ed essendo povera di calorie, viene consumata nei periodi di dieta e quando si desidera bruciare grassi .

Gli ASPARAGI , grazie al potassio, sono alimenti diuretici, e aiutano ad espellere le tossine dal nostro organismo. La stagione ottimale per consumarli e’ la primavera, perche’ si trovano freschi, e anche perche’ e’ il periodo migliore per disintossicarsi in visita della stagione estiva. Altra coincidenza: la loro forma allungata ricorda molto le vene e le arterie del nostro corpo..

Offerte di lavoro e web 2.0: potenziare le strategie di recruiting e la promozione verso candidati e aziende

L’utilizzo efficace delle immense potenzialità offerte dal Web 2.0 per la ricerca mirata dei migliori candidati passa attraverso una rivalutazione di Internet, dei social media e dei motori di ricerca. In una prima fase, infatti, i nuovi strumenti interattivi del web di seconda generazione, come per esempio Facebook, LinkedIn, Twitter, Delicious oppure Google e Yahoo sono stati considerati dagli addetti ai lavori del mondo del recruitment principalmente come mezzi per far giungere gli annunci di lavoro ad un bacino di candidati sempre più selezionato e altrimenti non contattabile tramite altre vie.

Si tratta di un metodo comunemente utilizzato anche, molto semplicemente, per pulire box doccia. Oggi è sempre più evidente che il Web 2.0 offre alle aziende stesse di recruitment un’occasione del tutto eccezionale di promuovere non solo presso i candidati, ma anche presso le aziende i propri servizi, sfruttando i tre elementi chiave del Web 2.0: i social media, i motori di ricerca e gli aggregatori di offerte di lavoro.

Il costo legato all’implementazione di strategie innovative di selezione del personale tramite questi mezzi può generare un concreto ritorno sulla promozione delle proprie attività, favorendo il consolidamento del brand. E’ quindi necessario uscire da un’ottica diffusa che limita il social media e Internet in genere a strumento per “verificare” a 360 gradi le caratteristiche dei potenziali candidati a un posto di lavoro.

I dati forniti dai cinque maggiori motori di ricerca (Google, Yahoo, MSN, Ask e AOL) parlano da sé: 200 milioni di ricerche relative al mondo del lavoro ogni mese. Questo dato è sufficiente ad innescare una riflessione sull’uso che effettivamente gli esperti di selezione del personale stanno facendo del web in termini di diffusione delle offerte di lavoro e di quanto sia importante investire non solo sulla presenza su Internet, ma anche sull’impatto che ciò può generare, sul farsi riconoscere come esperti del proprio ramo, sul prestare aiuto e costruire in questo modo una reputazione di credibilità e fiducia nel corso degli anni.

La fusione dell’oro per ottenere l’oro puro

L’oro puro, a 24 carati, fonde alla temperatura di 1063°C o 1945°F. Esistono due metodi per fondere oro, usati nel settore industriale – ma anche in casa – per ottenere oro puro da utilizzare per produrre nuovi gioielli o farne lingotti per conservarlo come deposito.

Nel secondo caso l’oro resta puro, in forma di barre per un prossimo utilizzo. Nel primo caso, invece, l’oro, metallo molto malleabile, viene fuso nuovamente assieme ad altri metalli, come argento, platino, per farne gioielli.

Come fondere l’oro? Informazioni generali

  1. Il primo passo consiste nel separare le impurità dell’oro. I gioielli sono costituiti anche da pietre preziose, elementi in argento o altri metalli, che non possiamo fondere ovviamente assieme all’oro. Tutti questi elementi vanno eliminati, fino a ottenere un gioiello grezzo, formato da solo oro. Per rimuovere gli elementi in argento e altri materiali, specialmente le pietre, occorre usare strumenti adatti, come le pinzette, che consentono di afferrare la pietruzza e staccarla dal supporto d’oro.
  2. Successivamente poniamo il nostro gioiello grezzo in un crogiolo, per esempio di porcellana. Assicuratevi prima che il contenitore resista all’alta temperatura: dovrà contenere appunto oro fuso a oltre 1000°C. Il contenitore, inoltre, dovrà essere in perfetto stato, senza crepe o fratture che possano causarne la rottura durante l’operazione di fusione.
  3. Il crogiolo andrà poi inserito all’interno di una fornace.
  4. Quando si raggiunge la liquefazione dell’oro, si versa l’oro liquefatto in uno stampo per ottenerne un lingotto. Si può usare anche uno stampo apposito per gioielli: dipende dall’uso che dobbiamo fare dell’oro.
  5. A questo punto inizia la fase di raffreddamento: all’aria libera o immergendo il lingotto in acqua, metodo più veloce.
  6. Il lingotto va poi pulito con un panno speciale.

Il processo Wohlwill per ottenere oro puro

Questo processo si basa sull’elettrolisi e fu sviluppato per la prima volta nel 1874 dal dottor Emil Wohlwill della Norddeutsche Affinerie di Amburgo. Il metodo si fonda sulla solubilità dell’oro e l’insolubilità dell’argento in una soluzione elettrolitica di cloruro aurico (AuCl3) in acido idrocolorico.

L’oro, che funziona come un anodo, viene immerso in una soluzione di acido cloroaurico. Grazie all’elettricità immessa e all’acido, l’oro tende a stendersi sotto forma di lamine a 24K sul catodo.

Con il processo Wohlwill possiamo ottenere oro più puro, pari al 99,999%, rispetto al metodo Miller, anche se richiede una consistente scorta di oro, maggior tempo e risulta più costoso.

Il processo Miller

Uno dei metodi più popolari – sviluppato a Sydney Mint in Australia dal dottor F.B. Miller –consiste nel fondere i gioielli e renderli in forma di grani. Questi sono poi immessi in un crogiolo e fusi, producendo clorina che va a purificare gli ingredienti.

A differenza del processo Wohlwill, il Miller non utilizza quindi l’elettricità, ma un gas di clorina che passa attraverso un crogiolo di oro fuso che porta alla formazione di oro al 99,95% di purezza.

Il processo Miller risulta essere una tecnica più semplice, economica e veloce del Wohlwill e è quindi preferita.

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